Il 23 maggio è S_Lou

Mi piace pensare che l’intreccio delle bizzarre traiettorie emotive di cui spesso si compone la musica li abbia portati, per caso o anche solo per noia, ad aggrapparsi, per una notte lunga o anche solo un attimo, allo stesso bancone di qualche squallido lounge sulla Lexington o la Bowery. Eccoli lì, quindi, tutti assieme, intenti a scrutare tra le pieghe oscure, a sfogliare le pagine più buie, a seminare ombre o ad annegare ossessioni in una poesia o in un tragico gospel urbano. Disperato, corale e decadente. Lou Reed, Michael Gira, Don van Vliet, Lester Bangs, Ed Sanders, Alan Vega, Richard Meyers, Lydia Lunch. Tutti lì, a cercare riparo dalle banalità, a scavare l’angosciante apparenza dei sentimenti per restituire dignità alla parola fuga. Mentre il resto del mondo dorme, sogna o si prepara ad abbandonarsi indolente al fiume di macchine che scorre verso Long Island.


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